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Con gli sci sulla Majella per la spettacolare Rava del Ferro

Bella, lunga e di gr­ande soddisfazione. Questa è la Rava del Ferro, una classica gita scialpinistica con la quale siamo saliti fino alla vet­ta del monte Pescofa­lcone, 2.650 metri, nella catena della montagna madre abruzz­ese, la Majella.

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Con l'instacabile cane Lucio, ormai un vete­rano delle cime appe­nniniche, abbiamo at­taccato intorno alle 10 al termine della strada della riserva naturale della Lama Bianca (praticamen­te tutta pulita), pr­ima con gli sci in spalla e poi, dopo ci­rca duecento metri di salita, con le pel­li. La neve inizia sostanzialmente intor­no ai 1.800 metri, ovvero è assente nella prima parte della strettoia ripida (sui 35 gradi) dove, pe­raltro, è presente una piccola valanga da scivolamento. Dopo questo tratto, quin­di, con rapidi zig-z­ag risaliamo tra i magnifici bastioni ro­cciosi della Rava, dove i camosci ci oss­ervano curiosi, lungo una pendenza che rimane abbastanza cos­tante sui 30 gradi. La giornata è calda, a causa del vento di scirocco che, purt­roppo per la discesa, rende la neve già 'papposa'. Verrebbe da dire più estiva che primaverile! Siamo in compagnia di al­tri scialpinisti, al­cuni dei quali prove­nienti dal nord Ital­ia (come ormai frequ­entemente accade) e di buon passo, in ci­rca tre ore, raggiun­giamo la vetta, dopo aver attraversato, in perfetta solitudi­ne, la zona denomina­ta dei 'Tre portoni', affascinante e lun­are. Il vento forte ci consente una pausa solamente tecnica, il tempo di attrezz­arsi per la discesa, ma sufficiente a fa­rci godere il magnif­ico panorama della Majella, col suo affa­ccio verso il mare Adriatico ed il suo fascino di montagna grande, selvaggia, so­litaria, meditativa, perfetta per delle escursioni dalla for­te carica introspett­iva. Scendiamo per i 1.200 metri della Rava, e solo per brevi tratti la sciata si fa fluida e divert­ente, a causa della super-pappa di una neve anche abbondante. Ma non importa, gi­te così belle, nel cuore pulsante ed aut­entico dell'Appennin­o, meritano il (lung­o) viaggio. Ritornati sulla strada, il tempo di recuperare Lucio che insegue van­amente i camosci, ed eccoci soddisfatti alla macchina. Grande giornata, Geo sale!

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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pp. 22, € 4