Scialpinismo sul pizzo di Sevo

 ImageSabato 9 marzo. Eppure sembra metà aprile a giudicare dalla poca neve che è rimasta...
Non ci scoraggiamo e decisi a fare un po’ di dislivello, per gambe e fiato, ed una buona discesa su neve primaverile (sarebbe la prima della stagione, sic!), eccoci con gli sci in direzione Macchie Piane, per ascendere al Pizzo di Sevo. Nonostante un po’ di “metti e leva” all'inizio della salita, tutto sommato troviamo una buona linea che ci consente in poco più di due ore di arrivare in vetta, dove la grande croce domina tutto il paesaggio circostante dai suoi 2419 metri.
L'immancabile vento ci dà il benvenuto con raffiche sostenute e quella poco piacevole sensazione di freddo intenso; il tempo, quindi, di levare le pelli e di agganciare gli scarponi e siamo pronti alla discesa.Le prime dieci curve lungo il pendio, ripido ma ampio, sono delicate su neve dura/ghiacciata; dopo, finalmente, una discreta neve trasformata ci accompagna fino a poco sopra le Macchie dove ricomincia il “leva e metti” che ci consentirà di arrivare all'auto praticamente con gli sci ai piedi. Image Prima di tornare verso la pianura, ripassiamo per le frazioni di Sant'Angelo e Sommati e portiamo un saluto, silenzioso e raccolto, a ciò che rimane (quasi nulla) di quello che era l'incantevole borgo di Amatrice. L'ultima volta che venimmo (marzo 2016) era un luogo pieno di vita e felicità, oggi abbiamo il cuore colmo di tristezza e malinconia.

ImageNel nostro piccolo, nei due anni trascorsi, abbiamo aiutato (e continueremo a farlo) le popolazioni di questi splendidi luoghi, con gesti di solidarietà concreta che sono un dovere per tutti noi. Fa rabbia vedere una situazione che a distanza di tempo (sono trascorsi già due inverni!) è ancora disperata, tra macerie in giro ed una ripresa lenta. E qui ci sarebbe da dire molto (e male) nei confronti delle nostre “onorevoli” istituzioni democratiche, così come c'è da dire molto (e bene) sul carattere ed il coraggio di questa gente, da ammirare e sostenere per lo spirito identitario dimostrato e la voglia di ripartire, nonostante tutto.
Oggi siamo tornati per far rivivere dei luoghi che tanto ci hanno dato, grazie alla bellezza delle montagne, l'ospitalità della gente, l'ottima cucina. Vorremmo aggiungere anche grazie alla magia dei piccoli borghi, ma così non è, perché qui nulla è più come prima.
La salita al Pizzo di Sevo, per quel poco che può rappresentare, è dedicata a loro, alla gente che ogni giorno lotta tra mille difficoltà per ripartire, ricostruire, rinascere nella propria terra, quella terra tanto amata e altrettanto ferita. La preghiera accanto alla croce, in prossimità del Cielo, è per Loro, per tutte le vittime di quella notte terribile di fine agosto. Era il minimo che potessimo fare in una giornata in cui il sole, nonostante le nuvole, non ci ha mai abbandonato. In alto i cuori!

Geo sale!

 

 

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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