Mal di Montagna


Le esperienze in alta quota: un mondo a parte
Si ritiene che in alta quota si perdano numerosi neuroni e che l'85% di questi addirittura non vengano utilizzati. Secondo studi effettuati su degli alpinisti che hanno passato una notte a 8000 m. o che anno passato più settimane tra i 5000 e i 7000 m. occorre più di un anno perché essi riprendano appieno le proprie capacità intellettuali. Ma cosa si prova effettivamente durante una spedizione di questo tipo? Messner rimase allibito ascoltando i suoi discorsi registrati su di un nastro durante la salita di uno dei suoi 8000, l’alpinista Doug Scott, durante un bivacco a 8600 m. passò la notte a conversare con i suoi piedi, mentre Jean Troillet al ritorno dalla cima dell'Everest era convinto di avervi dimenticato un trasformatore elettrico. Notizie di alpinisti che perdono il senso delle distanze e del tempo non sono poi tanto rare, così come quelle di altri che non si ricordano come fissare un rampone. Il mondo dell'alta quota è il mondo delle sorprese, dell'incertezza, come se si entrasse in altri spazi, in altri tempi, in altre persone, un mondo a parte. Questo universo di nuove percezioni è chiamato "la zona della morte", così come l'ha chiamata Messner. Oltre gli 8000 m. si viene proiettati in un universo nuovo per i sensi e per l'intelligenza. E' comunque un esperienza personale che ognuno vive a gradi diversi. Ma una delle verità più impressionanti è che l'alta montagna è abitata dalla morte. Gente che ha messo la tenda al colle sud dell'Everest accanto a dei cadaveri, gente morta appesa a delle corde fisse, gente arrivata in cima di notte con le cornee gelate. E' importante non dimenticarlo; l'altitudine attrae come una droga e spesso ci si dimentica dei rischi che comporta. In altitudine i centri respiratori sono depressi. Fiato corto e accelerato con conseguente mal di testa, apnea prolungata, fino a 25 secondi a circa 4000 m. sono cose normali ma sono cose estremamente pericolose, soprattutto di notte. La poca anidride carbonica presente nell'aria non è sufficiente a stimolare i centri respiratori, e questo va ad aggiungersi alla già scarsa pressione atmosferica.
Tutti fenomeni che arrivano e spariscono altrettanto misteriosamente. Un consiglio importante è quello di sforzarsi di stare calmi, respirare tranquillamente e profondamente, aprendo il diaframma, evitare di agitarsi inutilmente. Si potrà tranquillamente giocare a carte, leggere un libro, ascoltare della musica e conversare, ma bisognerà fare anche piccoli sforzi come salire di 2 - 300 m. per fare alcune foto. Occorrerà anche prestare molta attenzione a quello che si mangia, ai problemi intestinali e al mal di gola, che, nel caso fossero insistenti, andranno combattuti senza esitare con degli antibiotici. La farmacia deve essere completa. Durante il periodo di acclimatazione occorre quindi: andare lentamente, sapere fermarsi e riposare, essere attenti ai sintomi dolorosi e ai loro segnali, sapere scendere se i sintomi dolorosi persistono, bere tanto e mangiare bene, evacuare altrettanto, dimenticarsi al massimo dello stress e vivere il più possibile nel comfort della proprie tenda.
Inoltre è importante il buon umore. L'altitudine ha il "dono" di risvegliare l'aggressività. Buon umore e un po’ di spirito, su se stessi in primo luogo, la tolleranza e la coscienza delle proprie possibilità. Seconda ricetta: il comfort. Una buona tenda mensa, dove si vive per lungo tempo, al riparo dal vento, meglio se con un tappeto per terra. Caldo, musica, riviste, lampade a gas, sono tutte cose che aiutano a rendere confortevole un ambiente dall'inospitalità bestiale. I materassini delle tende dovranno essere del tipo gonfiabile, e, si consiglia anche un contenitore ermetico per i bisogni notturni. Così come si consiglia di avere nel proprio bagaglio dei viveri personali: una bottiglietta di grappa, un tubetto di maionese, una scatola di biscotti qualche cioccolatino e tante caramelle. Potrebbe sembrare ridicolo ma lassù sono un vero lusso. Portarsi appresso anche degli integratori salini per dare gusto all'acqua bollita, e non ultimo un paio di sandali da indossare ai campi al posto degli scarponi. Ultimo elemento di comfort essere sicuri degli altri e gli altri non sono necessariamente i propri compagni. Ricordatevi che ognuno è responsabile della preparazione del proprio materiale che deve essere fatta nel modo più minuzioso possibile, da esso potrebbe dipendere la nostra vita e quella dei compagni.


FONTE: www.mountainteam.com



 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

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Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4