Escursione Monte Viglio 01.05.2012 - recensione

 Primo Maggio, festa del lavoro: sono le cinque del mattino, e a quest’ora probabilmente la maggior parte dei lavoratori stanno festeggiando il lavoro comodamente avvolti nelle lenzuola. GEO è già in piedi, pronto in questo giorno di pausa dal lavoro a ricreare la propria azione e ricaricare le sue energie, perse dai più nelle ore lavorative settimanali. L’appuntamento è il solito alla solita ora, sei del mattino tutti puntali davanti al circolo del Panda. Nelle facce dei partecipanti, già tutti presenti, si legge palese l’entusiasmo, nonostante sia evidente ancora il residuo di sonno disegnato sui volti stropicciati. Il tempo di attesa prima dell’imbarcata è minimo, giusto quello di qualche saluto, per poi intraprendere il breve viaggio che ci porterà verso la vetta.

Ci dividiamo in due macchine, giacché il nostro numero si aggira intorno alla decina. La distanza percorsa con le vetture è abbastanza breve sino alla prima sosta, in cui ci siamo concessi il lusso di una breve colazione. Da quel piccolo bar abbiamo proseguito il nostro percorso, fino al paese di Meta, luogo di incontro con il nostro capoescursione. Con lui ci dirigiamo direttamente ai piedi del Monte Viglio (2156 m s.l.m.) che mastodontico attende il nostro arrivo. Sono circa le 8.30 quando ci accingiamo ad attaccare la vetta; il cielo non è dei migliori, ma questo non sembra spaventarci. Il gruppo è coeso, e il sole, percorsi i primi passi, sembra propiziarci con la sua luce, illuminando fra le nubi il nostro percorso. Il caldo si fa sentire praticamente subito e dopo i primi tornanti il gruppo, pur proseguendo insieme, assume andature differenti: c’è chi, in regime di marcia ferrea e continua, procede con  passo repentino e costante; altri, con passo più sereno, proseguono il cammino in una contemplazione silenziosa; infine padre e figlio che si spronano l’un l’altro per proseguire senza esitazione. Finiti i tornanti ci ritroviamo tutti all’inizio di una faggeta, una scorciatoia molto ripida che taglia i tornanti dall’interno, tra gli alberi. Il cuore della foresta umida è indubbiamente un luogo suggestivo, molto colorato e silenzioso, in cui si sentono solo i versi di qualche uccello e quello umano del respiro affaticato. Usciti dal bosco riunifichiamo il gruppo per una breve sosta, in modo da organizzarci nuovamente per la salita. Ci dirigiamo verso il Rifugio Cerasoli (circa 1650 mt, 1,15h) e proseguiamo sul sentiero alle sue spalle, fino alla vetta dell'Arsiccia. Il panorama è estremamente suggestivo; possiamo vedere tutti i monti intorno a noi, boschi a perdita d’occhio e ciò che più desideriamo in quel frangente: la vetta del Viglio. Da lì, nella vasta radura che circonda la cresta, sembra molto più breve il percorso, ma sin da subito, ci accorgiamo che la salita è molto più ardua del previsto, su un terreno infido e sassoso, che nasconde un dislivello di 500 metri, lungo un pendio abbastanza ripido. Ciò più che demoralizzarci, ci sprona a impegnarci di più e a non demordere e ogni passo verso la vetta ci ridona vigore. La velocità d’andatura è costante, teniamo un ottimo passo, riuscendo a rimanere approssimativamente negli orari stabiliti.  Finalmente raggiungiamo la vetta, imbiancata ancora da piccoli cumuli di neve. Incontriamo due vecchie conoscenze di GEO, e con loro, ci concediamo un pasto al riparo dal forte vento. Riprese le forze, dopo circa un oretta di chiacchiere e risate, scendiamo a ritmo decisamente spedito, complice forse l’ottimo vino offertoci in vetta. Ripercorriamo il sentiero, e a circa metà strada il cielo, che per tutto il primo pomeriggio minacciava pioggia, infine ci colpisce con brevi ma intense scrosciate d’acqua. Tornando nella faggeta ci emozionano i colori quasi surreali degli alberi e le fronde che la pioggia tinge. In breve raggiungiamo le macchine, e dopo gli ultimi saluti amichevoli torniamo a Roma, un po’ bagnati e sporchi, con le gambe doloranti e la stanchezza dipinta sul volto, ma con la gioia di aver trascorso un primo maggio diverso dalle solite pause anabolizzanti dal lavoro, immersi nel vivo potere della montagna.

 

Gruppo Escursionistico Orientamenti

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

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pp. 22, € 4