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Escursione sul Monte Puzzillo 13.11.2011 - recensione

 La sveglia suona di buon mattino, come è doveroso. Certi di noi sono già a Fiamignano, altri partono da Roma, l'appuntamento lo stesso: 8.15 al casello di Tornimparte; destinazione Monte Puzzillo (2177m). L'itinerario è semplice e non  eccessivamente impegnativo. Partenza a 1600m, ascesa sul monte Cornacchia e poi lungo la cresta fino alla vetta del monte scelto per l'occasione. Al punto di incontro ci si ritrova tutti allegri e carichi, nonostante il freddo non dia grandi incoraggiamenti ai meno preparati, non equipaggiati a sufficienza per la giornata di vento appenninico.

Raggiunto il parcheggio per le auto, il nostro nutrito gruppo (diciassette persone alla partenza) trova sul posto numerose altre auto e gruppi di escursionisti desiderosi, come noi, di affrontare la giornata di festa all'ombra dei monti abruzzesi. Poco dopo la partenza dalla piana, sferzata costantemente da un vento gelido e impietoso, ci addentriamo in una zona boscosa, all'interno della quale neanche il rumore del vento vi riesce a penetrare; il silenzio regna sovrano e solo il crepitio delle foglie secche sotto gli scarponi si ode all'unisono con il nostro respiro, affannato per l'ardua salita. Nel bosco il silenzio e i colori dell'autunno stimolano l'introspezione; il gruppo procede con tranquillità in fila indiana.

 

 Usciti dal bosco torna a farsi sentire, sempre più insistentemente, il vento che a 1800m mette a dura prova persino l'equilibrio saldo dei più pesanti. Raggiungiamo un ampio crinale erboso, presso una sella che termina frontalmente col Monte Cornacchia. Risaliamo percorrendo una cresta che si fa sempre più affilata ed esposta. Le poche parti del corpo scoperte si intorpidiscono per il freddo pungente, rendendo più faticosi anche certi passaggi su roccia. C'è chi non è allenato o chi non è sufficientemente coperto: alcuni rinunciano, altri a fatica, stringono i denti e proseguono. La sofferenza è tanta e ognuno dentro di sé si chiede quale sia il suo limite.

Aggirata la vetta dell'aguzzo Monte Cornacchia è l'ora di cavalcare la famosa cresta che porta fino al Puzzillo. Il rumore del vento, il freddo che porta seco e le frustate che ci dispensa diventano insopportabili sul crinale, ma alla fine riusciamo a far sventolare il nostro vessillo sulla vetta prefissata, baciati da un sole quasi invernale. Dopo le foto di rito e uno sguardo al meraviglioso  panorama, a tratti persino già ammantato di bianco, scendiamo dall'altro versante seguendo un anello.


Raggiunto il bosco c'è tempo per un momento riflessivo con una lettura ben orientata, prima di dirigersi tutti insieme a pranzare. Una giornata dalle condizioni ottime che ha permesso a tutti noi di assaporare ancora una volta l'appagante esperienza della montagna, che è fatica e sofferenza, ma soprattutto elevazione verso la “Vetta”: anzitutto interiore. 

 

Gruppo Escursionistico Orientamenti

 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

Fascicolo

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Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4