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Meteo
IL METEO "FAI DA TE"

In montagna il tempo cambia rapidamente ed in uno spazio molto ristretto ed è per questo motivo che è importante imparare ad interpretare alcuni segnali che rivelano ad un osservatore attento l’arrivo di determinati fenomeni atmosferici. È possibile per esempio prevedere l’arrivo di un temporale o sapere se il tempo consente una determinata escursione sulla base di alcuni dati di osservazione.
Pensiamo semplicemente a come un abbigliamento inadeguato per una certa condizione meteorologica può compromettere l’esito di un’escursione o a come aumenta la nostra sensazione di freddo se, a parità di temperatura misurata, vi è vento, oppure a come cattive condizioni meteo possono peggiorare la qualità del materiale su cui si procede e quindi richiedere livelli di capacità tecnica superiori, a cui magari non si era preparati. Ad esempio la cattiva visibilità non solo richiede buone capacità di orientamento, ma riduce la percezione dei pericoli oggettivi, concentrando l’attenzione sulla ricerca della direzione e facendoci tralasciare i segnali della natura. Inoltre non dimentichiamo come condizioni di tempo avverso possono influenzarci negativamente, aumentando la componente di stress e modificando la nostra attitudine psico-fisica alla pratica della montagna che possediamo in condizioni normali, oppure rendendoci meno disponibili nei confronti del compagno o del gruppo. Insomma ci sono condizioni meteorologiche che aiutano nella piena riuscita di un’impresa alpinistica o di un’attività escursionistica e altre, che per motivi più diversi e a volte impensati, portano all’abbandono o addirittura alla tragedia. Poiché come uomini non siamo in grado di intervenire in alcun modo per influenzare il tempo meteorologico, non ci resta che imparare a conoscerlo, ad interpretare i segni del suo cambiamento e a scegliere conseguentemente le nostre mete, restando disponibili a modificare i progetti.

La previsione meteorologica
Avendo la possibilità di scegliere, individuiamo la zona dove compiere la nostra ascensione fra quelle che presentano caratteristiche meteo più favorevoli: del tempo “a grande scala” possiamo distinguere regimi di tempo ciclonico e anticiclonico. I primi sono caratterizzati da depressioni, sistemi di bassa pressione, saccature, che tendono ad apportare aria umida e relativamente più calda sulle zone alpine, determinando condizioni di cattivo tempo ed innescando fenomeni di precipitazione. Il movimento dell’aria attorno ai centri di bassa pressione avviene in senso antiorario, con una componente ascensionale: l’aria salendo si raffredda e tende a condensare l’umidità che contiene formando nuvolosità. In particolare quando ai centri di bassa pressione sono associati i fronti, i fenomeni sono più evidenti: nuvolosità estesa con precipitazioni persistenti e continue sono associate al fronte caldo, mentre imponenti nubi cumuliformi con temporali e rovesci sono associati al passaggio del fronte freddo. Più lento e avvistabile da più lontano il fronte caldo, fino a circa 1000Km, con le nubi più alte (cirri) che incominciano ad invadere il cielo divenendo sempre più fitte, più rapido il fronte freddo, con fenomeni più violenti e concentrati in un’area di 70-100Km. Condizioni anticicloniche, anticicloni veri e propri, zone di alta pressione, assicurano invece condizioni di tempo stabile e solitamente soleggiato in montagna, grazie al moto discendente dell’aria che tende quindi a riscaldarsi, divenendo più secca e dissolvendo la nuvolosità.
Anche i venti prevalenti previsti su una data regione forniscono un’informazione sul tipo di massa d’aria che interesserà, ad esempio, le Alpi. Venti dai quadranti meridionali (Sud-Ovest, Sud, Sud-Est) apportano aria umida e relativamente più calda di origine mediterranea, che incontrando i rilievi tende a sollevarsi, raffreddandosi e condensando, fino a provocare precipitazione, in particolare nel settore meridionale delle Alpi. Vento dai quadranti settentrionali (Nord-Ovest, Nord e Nord-Est) tenderà ad apportare aria più fredda (che d’estate può dare origine a temporali) ma anche meno umida verso i rilievi, tendendo a determinare condizioni di bel tempo nel settore delle Alpi meridionali, mentre su quelle settentrionali il tempo sarà perturbato. Se nella zona alpina sopravvento (Alpi settentrionali) vi è precipitazione ed il vento risulta piuttosto intenso da Nord, Nord-Ovest, al Sud della Alpi si avrà un regime di fohn, con aria secca discendente dai monti verso le pianure, accompagnato, a volte, da un aumento di temperatura .
Resta fondamentale imparare a conoscere i segni di cambiamento del tempo aiutandoci sia con gli strumenti a disposizione che con le osservazioni dello stato del cielo e delle variazioni dei parametri meteorologici che possiamo valutare, anche soggettivamente.

I segni del cambiamenti del tempo
Una volta che l’ascensione ha avuto inizio, non resta che all’alpinista seguire l’evoluzione del tempo. Di fondamentale importanza è l’uso dell’altimetro come barometro, cioè come indicatore della variazione della pressione atmosferica, quando si rimane almeno qualche ora in una certa località, ad esempio la sera al rifugio: un aumento della quota sull’altimetro, senza cambiare di fatto posizione, misura in realtà una diminuzione della pressione, viceversa una diminuzione della quota misura un aumento della pressione. Variazioni di quota significative per un cambiamento del tempo sono dell’ordine di 100-150 metri o più in 12 ore, mentre variazioni di entità inferiore, dell’ordine di qualche decina di metri, sono dovute al ciclo termico diurno. In particolare durante le belle giornate d’estate, la quota normalmente diminuisce dopo mezzogiorno e aumenta nelle prime ore del mattino a causa del diverso riscaldamento diurno che modifica la temperatura dell’aria e quindi la sua densità. Variazioni di pressione repentine indicano che un eventuale fenomeno associato è in rapido avvicinamento. Dal punto di vista dell’alpinista, meno importante della variazione della pressione  è conoscere il suo valore assoluto, anche se è buna norma sapere che in condizioni di alta pressione, un altimetro, finché non tarato, misurerà valori altimetrici più bassi di quelli reali, viceversa in condizioni di bassa pressione .
In condizioni invernali, sulle nostre regioni, i fenomeni sono di norma più lenti che durante l’estate: l’instaurarsi di un regime di bassa pressione, associato a precipitazione, può essere perciò monitorato con l’osservazione dell’altimetro che misurerà una pressione decrescente in modo costante, ed evitarne le conseguenze risulta più facile. I fenomeni più rapidi, tipici dell’estate, come il passaggio di sistemi frontali freddi a cui sono associati temporali organizzati, segnaleranno sull’altimetro una veloce diminuzione di pressione. In questo caso l’osservazione dell’evoluzione nubi risulta importante.
Anche il regime dei venti, che dal punto di vista meteorologico si osservano guardando il movimento delle nubi non deviato dalla presenza dell’orografia (ossia guardando in alto!), o meglio una variazione della direzione e dell’intensità del vento può essere indicativa di un cambiamento del tempo.
Dopo un periodo di tempo brutto, una rotazione dei venti fino a divenire da Ovest, Nord Ovest è segno di miglioramento del tempo, mentre una rotazione da Est, Sud-Est dei venti dopo un periodo di bel tempo indica un peggioramento. Anche una cessazione del regime di brezza (vento discendente dai monti verso le valli e dalle valli verso le pianure di notte e ascendente di giorno), tipico delle stagioni più calde in condizioni di soleggiamento diurno, segnala un peggioramento del tempo .


 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

Fascicolo

Fascicolo

Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4