| Recensione convegno "Oltre il limite" |
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“Riscoprire il giusto ed equilibrato rapporto tra noi e la natura senza vivere in maniera esasperata l’esperienza sportiva alpinistica”, sono le parole in apertura di Stefano, rappresentante di GEO, associazione che ha organizzato questa istruttiva giornata di approfondimento sul concetto del limite. L’evento ha dato la possibilità ad un attento pubblico, di apprezzare gli interventi dei relatori, i quali hanno arricchito il dibattito portando il contributo delle proprie specifiche competenze. Assente, per motivi di salute, il giornalista e conduttore radiofonico Luca Pagliari, al quale sono andati i migliori auguri di pronta guarigione e l’auspicio di ospitarlo in una successiva occasione. Primo intervento e successiva moderazione del dibattito a cura di Roberto Stacchini, presidente del club Alpino Sanmarinese e creatore insieme a Paolo Caruso di IAMA, Accademia Internazionale Montagna Arrampicata. Il filo conduttore dell’incontro porta al contributo di Federico Magnaguagno, istruttore di arrampicata e presidente di Montagnaterapia Onlus. La Montagnaterapia mira alla cura di diverse patologie e disagi che affliggono specialmente i minori anche diversamente abili. Questo particolare approccio alla pratica terapeutica in ambiente naturale di montagna ha riscosso notevole interesse.
Parlando del concetto di limite sono emersi, dalle slide che venivano trasmesse, vari interrogativi: il limite è solo sportivo o anche culturale? Il limite è assoluto o relativo? Soggettivo od oggettivo? Quantitativo o qualitativo? Il suo superamento è spinto da motivazioni personali (fama, denaro, potere) o come sfida assoluta? Il dibattito ha evidenziato come la spinta al superamento del limite sia un fattore mediatico e sociale che possa simultaneamente arricchire la collettività, attraverso gli sforzi di miglioramento che implica, ma anche abbrutire la collettività innescando eccessi di competitività esasperata che alienano lo sport dalla sua dimensione umana.
Questa ricerca lo ha animato nello sviluppo delle proprie attività, dalle imprese di cui è stato protagonista (la più nota è la prima invernale del Cerro Torre in Patagonia nel 1985 con Salvaterra, Giarolli e Sarchi), agli sforzi di definizione della metodologia didattica cui ha dato il nome.
Molti ragazzi esprimono viva ammirazione per le attività estreme cosiddette “No Limits” mostrando allo stesso tempo demotivazione rispetto ai traguardi che essi stessi possono raggiungere. Poca stima di se stessi e scarso bisogno di stabilire un rapporto con la propria fisicità e le proprie potenzialità. Spesso questi ragazzi focalizzano l’attenzione sui record raggiunti dagli altri (pochi e fortissimi) per giustificare la propria pigrizia caratteriale prima che fisica.
Il doping (ad esempio l’uso del viagra, vasodilatatore che facilità anche le “prestazioni” in alta quota, oppure l’ossigeno di notte); Micaela Solinas, istruttrice di arrampicata ed esperta di tematiche turistico-ambientali sostenibili, effettua a beneficio dei presenti, una ricognizione introduttiva sui benefici e sui disagi che il quadro normativo di tutela ambientale comporta.
Gli spunti in questo pomeriggio romano sono stati davvero tanti. Tra questi, quello di ricordare a se stessi una verità tanto semplice quanto trascurata, benché applicabile nella quotidianità di ognuno e negli ambiti più disparati: “Non è quello che si fa, né il dove a determinare dei cambiamenti essenziali, ma è il come.” Aumentando la consapevolezza di come scaliamo, potremo migliorare noi stessi ed il rapporto con la natura e tutti gli esseri senzienti che in essa dimorano. Riccardo Oliva |
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"Chi sale sugli alti monti, ride sopra tutte le tragedie e tutte le tristezze seriose."
Friedrich Nietzsche

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Fascicolo
Gruppo Escursionistico Orientamenti
pp. 22, € 4