Monti Lucretili
 Domenica 13 dicembre, la sveglia suona presto quella mattina, una colazione frugale e via sul luogo dell’appuntamento. Ci saremmo diretti tutti assieme sullo splendido complesso dei monti Lucretili, nell’omonimo parco nazionale tra la provincia romana e quella reatina, ove avremmo iniziato l’escursione per le 9.04 alla quota di 842 mslm. Cominciamo la camminata addentrandoci in uno stretto sentiero, inizialmente anche un poco roccioso, essendo stato così indispensabile mantenere l’attenzione a dove avremmo messo i piedi. Finita questa prima fase il suolo comincia ad addolcirsi, ad allargarsi, e cominciano ad aprirsi davanti ai nostri occhi grandi spiazzi colorati d’autunno nei quali troneggia qualche albero secolare come immenso e fiero guardiano della natura. L’ambiente è fiabesco o meglio mitico e la magia del luogo, che non a caso è stato scelto per questo periodo dell’anno così critico e particolare, si può avvertire anche solo attraverso gli odori che lo permeano. Il tragitto non presentava dislivelli considerevoli, ma un continuo susseguirsi di discese e salite più o meno ripide, che se non altro ci ha permesso una passeggiata rilassante e conciliante.
La natura ci ha offerto un paesaggio splendido, arricchito dai caldi colori autunnali che contrastavano, completando, la morte esteriore della vegetazione, tipica di questa fase annuale. L’equilibrio naturale del contesto, un caos ordinato o un ordine caotico, compenetrava i microcosmi delle nostre interiorità, che venivano così ispirate verso profonde riflessioni. Usciti dal primo sottobosco ci si è aperta un ampia distesa di prato alla quale, dopo un dislivello boscoso, sarebbe seguita un'altra distesa pratosa in mezzo alla quale si ergeva un grosso abbeveratoio di pietra, quasi ci trovassimo dentro un quadro romantico dell’800. Dopo un’altra serie di dolci dislivelli conquistiamo la prima vetta “importante”: la cima del Monte Guardia, sul quale si erge poderosa una croce, a 1202 mslm, da cui  si può ammirare un suggestivo panorama che apre alla nostra vista tutto l’entroterra laziale fino al mare. Molto suggestivi anche gli altri panorami visibili dalle altre vette che venivano conquistate che ci aprivano lo sguardo sul particolare panorama laziale in cui spicca il suggestivo Monte Soratte, da sempre luogo permeato dal Sacro – sede infatti di un tempio di un antichissimo Apollo, di un altrettanto antico mitreo e oggi della chiesa dell’Eremo di San Silvestro – e caratterizzato da storie e leggende.
 
 Alla meta finale siamo arrivati dopo 3.40 h, dopo un ultimo dislivello di 200 m: la cima del pizzo Pellecchia a 1352 mslm, anche questo presentante una croce e da cui si apre forse il panorama più impressionate dell’escursione, potendo da qui vedere le cime dei maggiori rilievi dell’area montuosa circostante. Così, ristorati in una breve sosta, in cui il freddo ha cominciato a farsi sentire, siamo ripartiti sui nostri passi; era il giorno di Santa Lucia ed il Sole sarebbe calato presto. Durante il tragitto di ritorno una nevicata improvvisa, che ha depositato i suoi candidi fiocchi su tutta la vegetazione, spoglia o meno, ha creato un’atmosfera molto affascinate, anticipando immagini natalizie, come quella della neve che decora le piante verdi e rosse di agrifoglio rendendo ancor più poetico l’ambiente circostante e piacevole e conciliante il ritorno.

Siamo giunti alle macchine per le ore 16.30 dopo una camminata di 18.38 km totali percorsi in 6,56 h e siamo così ripartiti verso Roma molto stanchi ma soddisfatti, avendo staccato per poche ore dal ritmo caotico della metropoli.

L’escursione in cifre:
    * la partenza a quota 842 mslm è avvenuta alle 9:04
    * l’arrivo a quota 1352 mslm è avvenuto 12:44
    * la distanza percorsa è stata di 18.38 km di cui 9.34 all’andata e 8.96 al ritorno
    * il tempo totale impiegato è stato di 6 h e 56 m di cui 3 h e 40 m all’andata e 3 h e 16 m al ritorno
    * la velocità media è stata di 2.6 km/h
    * la velocità massima di 9.3 km
 
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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

Fascicolo

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Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4