Home
Anello del Morretano 13 ottobre 2019

ImageDopo le “divagazioni” alpine sul Monte Bianco e siciliane sull’Etna riprendiamo le consuete escursioni sull’Appennino Centrale, nello specifico questa volta scegliamo come itinerario l’anello del Morretano, un percorso che non richiede un enorme impegno fisico e non presenta particolari difficoltà tecniche ma, con meteo favorevole, regala panorami spettacolari e particolarmente suggestivi nel periodo autunnale.

Dal parcheggio al Valico delle Chiesole facciamo un breve tratto di strada e sulla destra un po’ nascosto nel bosco parte il nostro percorso, dall’attacco abbastanza ripido su mulattiera che, dalle condizioni del fondo non da l’impressione di essere molto battuto.
Sarebbe da stupirsene perché in pochi minuti ci si trova subito nella panoramica cresta, un primo ometto di pietre più alto degli altri ci indica che abbiamo raggiunto il Monte Fratta (m 1878 slm), proseguendo oltrepassiamo il Monte Cornacchia (m 2014 slm) e, dopo circa due ore dalla partenza, eccoci in vetta al Puzzillo (m.2174 slm).

La giornata limpida ci da la possibilità di ammirare gran parte delle vette dei “nostri” Appennini: Catena del Gran Sasso, Maiella, Sirente, Velino e Terminillo ci circondano e sotto di noi i colori dei boschi autunnali, non ancora del tutto rossi ma dai toni decisamente caldi.
Dopo una breve sosta torniamo un po’ indietro sui nostri passi e pieghiamo a destra per scendere nella valle e subito risalire sulla cresta opposta.

ImageDecidiamo di non arrivare fino alla vetta del Morretano, ma con un comodo traverso sul pendio raggiungiamo la Torricella (m 2071 slm), la terza cima sopra i 2000 della giornata.
Adesso dobbiamo soltanto scendere, percorriamo un po’ la cresta e ci immergiamo nel bosco che, lungo la valle, ci riporta alle macchine, ancora una volta arricchiti dall’esperienza che la montagna regala non solo a chi la frequenta già da tempo ma anche a coloro che, grazie a percorsi come questo, ci si stanno avvicinando da poco.

 
Prossima Escursione GEO Domenica 13 Ottobre

Image

 

 

 
Salita dell’Etna – 7 e 8 agosto 2019

ImageÈ mercoledì e, come per tutti gli altri giorni di questa settimana di Campo, la sveglia suona puntuale poco prima dell’alba. Si cerca di seguire i ritmi della natura e si vogliono sfruttare le ore più fresche della giornata. Gli sguardi che si incrociano però non sono gli stessi degli altri giorni: oggi sulla faccia di alcuni si legge entusiasmo, su quella di altri si intravede un po’ di preoccupazione e dal volto di tutti è possibile percepire ciò a cui la mente sta pensando. Questo pomeriggio, infatti, dopo aver preso la propria razione misurata di cibo e acqua, dopo aver ascoltato e portato al cuore le intenzioni che ogni anno ci spingono ad affrontare questa “impresa”, dopo aver preparato scrupolosamente gli zaini e dopo aver fatto il giusto riposo ristoratore, si partirà per l’escursione fino al cratere dell’Etna a quota 3250 m.s.l.m.

Alle ore 16.15 tutto il gruppo di escursionisti si ritrova davanti al Casale con gli zaini carichi di tutto il necessario per affrontare le 24 ore successive. L’escursione copre una lunga distanza in poche ore ma ha la caratteristica di affrontare ambienti molto differenti: dal caldo incessante delle quote più basse, passando al fresco umido della notte all’addiaccio, per arrivare infine al freddo e al vento dell’ultima parte, quella del cratere. Ciò richiede molta attenzione nella preparazione dei materiali e dell’abbigliamento da portare.

Alle 16.30 il gruppo parte in direzione Nord consapevole che il dislivello da guadagnare nelle prossime tre ore di cammino non sarà moltissimo, ma che la distanza da percorrere invece è piuttosto importante. Novecento metri di salita per uno sviluppo totale di oltre 12 chilometri.

Il gruppo cerca il più possibile di restare compatto ma il passo tenuto da chi sta in testa non è nelle corde di tutti e, senza le pause, ogni ora la distanza tra chi guida il gruppo e chi chiude la fila rischierebbe di diventare consistente e dispersiva. Anche per ragioni di sicurezza si preferisce mantenere un gruppo piuttosto unito.

ImageDopo la seconda pausa, quella più lunga e da molti usata anche per rifocillarsi, viene chiesto a tutto il gruppo di mettersi in fila e di rimanere in silenzio fino all’arrivo al Rifugio. Mancano poco più di 40 minuti. L’obiettivo non è quello di voler riprodurre schemi militari o intraprendere una processione: viene infatti spiegato come questo tipo di compostezza e di attività sia simbolicamente carica di significato. Seguire chi ci sta davanti, avendo fiducia del cammino intrapreso, ed evitare l’inutile chiacchiericcio, imparando a parlare quando necessario, sono due insegnamenti molto importanti che quest’esperienza, come tante altre svolte durante il nostro anno militante, sono in grado di trasmettere e di far sperimentare.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 251

Menu principale

Home
Contattaci
Links
Negozio

Meteo

 Italia 

  Roma

   Appennini

Tesseramento


"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

Detto Sioux

Fascicolo

Fascicolo

Gruppo Escursionistico Orientamenti

pp. 22, € 4