Il Corno Grande ha sempre il suo fascino, soprattutto nella versione invernale.
Ci sentiamo un po’ a disagio in fila in mezzo a sciatori e snowboardisti per prendere la funivia che ci porta da Fonte Cerreto a Campo Imperatore, dove è il green pass e la mascherina ffp2 sono obbligatori per salire a bordo, salvo poi essere ammassati come sardine per tutto il tragitto. L’ennesimo controsenso o non senso di questo periodo di follia collettiva di cui non si vede la fine.
Lasciamo perdere le polemiche, finalmente aria e neve ghiacciata sotto i piedi. La giornata è bellissima e siamo impazienti di iniziare la salita. Una giornata così soleggiata e limpida è veramente cosa rara in questo periodo. Scopriamo che anche il sentiero “estivo” è tracciato, sarà più veloce quindi raggiungere la sella di Monte Aquila: proseguiamo la marcia, quindi, non prima di​ esserci alleggeriti visto che inizia a fare caldo.
Già per arrivare al famoso “Sassone” da cui parte la direttissima abbiamo faticato non poco, la neve non è compatta e si sprofonda nonostante la traccia. E così sarà per tutto il canale, una “ravanata continua”, dove è inutile anche darsi il cambio davanti poichè si sprofonda comunque, al punto che la neve, in alcuni casi, è così cedevole che addirittura si torna indietro. E' evidente che oggi ci sarà poco spazio per la tecnica, quanto invece tanto fiato e gambe.
Arrivati in vetta ci ripaga un panorama spettacolare, forse non abbiamo mai visto il mare così nitidamente e dall’esclamazione di qualcuno: “Guarda che roba, oggi si vedono pure i cannolicchi!”, capiamo che non siamo i soli....
La cedevolezza della neve che ci ha tanto fatto penare in salita, accompagna invece i nostri passi in una veloce discesa che ci consente di prendere quasi l’ultima funivia per tornare a Fonte Cerreto.
All'arrivo scopriamo che tra noi c’è tra chi, dopo anni di “onorata carriera”, ha raggiunto oggi per la prima volta la vetta del Corno Grande in inverno. Dobbiamo festeggiare: birra e arrosticini per tutti! Ce li siamo meritati!