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Escursione Monte Rotondo 22.01.2012 - recensione |
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Quando il gruppo si incontra nel punto prefissato prima di uscire dalla città e dirigersi verso le montagne, è ancora buio pesto. Puntuali ci mettiamo in moto in direzione della meta di oggi: Monte Rotondo, in località Castiglione (1150 s.l.m). Dopo un breve viaggio arriviamo alla mulattiera che segna il punto di inizio del percorso, che ci dovrebbe portare sulla cima del monte, a poco meno di 2000 metri, in circa 3 ore; l’escursione di oggi non si prevede troppo impegnativa. Il cielo è grigio, la temperatura è piuttosto alta per essere Gennaio inoltrato, e la scarsità della neve tutt’intorno suggerisce di lasciare in macchina le ciaspole che avevamo portato per l’occasione. Così ci incamminiamo e seguendo la mulattiera passiamo per le poche case che compongono Castiglione (AQ) e notiamo come porte e finestre siano tutte ermeticamente chiuse, non c’è traccia alcuna degli abitanti e anche la chiesetta che domenica mattina dovrebbe essere luogo di incontro dei paesani, versa in uno stato di semi-abbandono. |
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Escursione Colle dell'Orso 11.12.2011 - recensione |
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Il pallido ma tenace sole che ci saluta al mattino, fra le nubi che si allontanano, smentisce le previsioni meteo: la partenza per l’escursione di GEO inizia, alle ore 9, dunque, con una temperatura non troppo fredda. Il gruppo di 11 persone sa che ha davanti a sé un lungo cammino, che parte da Cartore, attraversa la Valle di Teve, arriva in vetta al Colle dell’Orso (2200 metri) per poi formare un anello e tornare ancora una volta a Cartore. Poco meno di 23 km in linea d'aria, per concludere questo anello che si snoda tra valli e vette fantastiche. Il gruppo è molto affiatato ma appena addentratisi nel tratto di bosco, con delle pettate di discreta pendenza, il clima si fa raccolto e silenzioso. Partecipare ed appartenere al gruppo di GEO non vuol dire solo apprezzare la montagna per gusto estetico o per sport, per desiderio di “scampagnata” o per altri motivi futili, bensì significa saper cogliere nell’esperienza verticale della montagna e nella natura che si ha di fronte un significato profondo. Così, l’autunno più profondo si esprime nei caldi colori degli alberi e del terreno, proponendo macchie scure e tinte forti. La natura sembra quasi morta ed i nostri passi affondano su cumuli di foglie secche, adagiate sotto alberi spogli. Di conseguenza, sentiamo l’esigenza di raccoglierci in noi stessi e di sfruttare il momento per riflettere e per vivere meglio il contesto in cui ci siamo addentrati. D’altra parte il tempo per la convivialità non mancherà da lì a breve. |
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